La barzelletta del marito che porta la moglie in Australia ti farà sbellicare dalle risate

Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta abbastanza precisa: il cervello umano è programmato per riconoscere l’incongruenza, ovvero una situazione che va in direzione opposta rispetto alle aspettative. Quando il finale di una storia sovverte ciò che ti aspettavi, scatta il meccanismo della risata. Non è solo un fatto culturale: anche alcuni animali ridono, o qualcosa di molto simile. I ratti, per esempio, emettono ultrasuoni durante il gioco che i ricercatori hanno associato a una forma primitiva di ilarità. I grandi scimmioni, invece, producono una sorta di ansimazione ritmica che ricorda da vicino la nostra risata. Insomma, il senso dell’umorismo ha radici evolutive profonde.

Nella storia, però, l’oggetto della risata è cambiato parecchio. Gli Antichi Romani, per dire, ridevano volentieri dei difetti fisici altrui, delle disgrazie dei poveri e degli stranieri. Cicerone stesso teorizzò l’umorismo nel De Oratore, distinguendo tra battute lecite e illecite. Non esattamente un esempio di politically correct. Per fortuna, oggi ci limitiamo a ridere di situazioni paradossali, doppi sensi e finali a sorpresa. Come quello che stai per leggere.

La barzelletta del primo anniversario

Due amici si rincontrano dopo molto tempo. Uno dei due è palesemente raggiante. L’altro, dopo i convenevoli di rito, dice:

«Ti vedo felice, cosa ti è successo?»

L’amico raggiante risponde:

«La scorsa settimana ho festeggiato il primo anniversario di matrimonio!»

«Ah sì? Auguri!» risponde l’altro. «E cosa hai regalato a tua moglie?»

«Ho portato mia moglie sulle coste australiane!»

L’altro non nasconde lo stupore:

«Wow! Se per il primo anniversario l’hai portata in Australia, chissà che cosa farai per il trentesimo…!»

«Oh, nulla» risponde l’altro con un sorriso. «Tornerò a riprenderla.»

Perché fa ridere?

È un classico esempio di umorismo a doppio finale: per tutta la barzelletta, il lettore costruisce mentalmente l’immagine di un marito premuroso e romantico, disposto a portare la moglie dall’altra parte del mondo per festeggiare. Il cervello si aspetta una risposta in linea con questa narrazione. Invece, l’ultima battuta ribalta tutto: il viaggio in Australia non era un regalo, ma un abbandono programmato. Il meccanismo comico si basa proprio su questa incongruenza improvvisa, che il cervello risolve ridendo. Più l’attesa è lunga e credibile, più la risata è liberatoria.

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