Le auto a GPL continuano a resistere alla pressione dell’elettrificazione con una solidità che pochi avrebbero previsto. I dati di vendita degli ultimi anni parlano chiaro: questa alimentazione non solo non è in declino, ma cresce in modo costante, trainata da un mix difficile da ignorare — prezzi d’acquisto accessibili, consumi contenuti e un’affidabilità meccanica che spesso supera quella di sistemi più complessi. Ma quali sono, concretamente, i modelli con i motori più affidabili e i consumi più bassi? Vale la pena fare un po’ di chiarezza.
Perché il GPL continua a funzionare
Il Gas di Petrolio Liquefatto ha una caratteristica che lo distingue da quasi tutte le altre alternative alla benzina: è una tecnologia matura, semplice e consolidata. I sistemi di iniezione diretta GPL di ultima generazione non sono più quelli dei kit aftermarket di trent’anni fa — i costruttori li integrano direttamente in fase di progettazione, con vantaggi evidenti in termini di durata dei componenti e ottimizzazione dei consumi.
A questo si aggiunge un fattore economico non trascurabile: il prezzo del GPL alla pompa è storicamente inferiore a quello della benzina, con un divario che rende il pieno decisamente più leggero sul portafoglio. Per chi percorre molti chilometri all’anno, il risparmio annuo può essere considerevole.
I modelli con i motori più affidabili e consumi ridotti
Dacia Sandero e il dominio del gruppo Renault
Impossibile non partire dalla Dacia Sandero, l’auto più venduta in Europa nel 2024 con oltre 309.000 immatricolazioni. La versione GPL monta il motore 1.0 TCe da 100 cavalli, un tre cilindri turbo che nel corso degli anni ha dimostrato un’affidabilità notevole, con intervalli di manutenzione prevedibili e costi di gestione bassi. I consumi nel ciclo misto si aggirano attorno ai 6,5-7 litri ogni 100 km con GPL, una cifra più che onesta per una vettura polivalente.
Lo stesso motore si trova su diversi altri modelli del gruppo Renault, a dimostrazione di quanto questa architettura sia centrale nella strategia GPL della casa francese. Tra questi spicca la Renault Captur, che con i suoi 100 cavalli e consumi dichiarati intorno ai 7,7 litri ogni 100 km nel misto rappresenta un punto di riferimento nel segmento dei crossover compatti a GPL.
Dacia Jogger: spazio e GPL in combinazione vincente
La Dacia Jogger merita un capitolo a parte. Montando il motore 1.0 turbo da 101 cavalli con alimentazione bifuel benzina/GPL, offre una capacità di carico e una versatilità da monovolume a un prezzo che le concorrenti dirette non riescono a eguagliare. Il consumo dichiarato di 7,7 litri ogni 100 km con GPL è in linea con la categoria, ma il valore aggiunto è tutto nello spazio interno e nella praticità di utilizzo.

Mitsubishi Space Star: il riferimento storico del segmento A
Per anni il mercato delle city car GPL è stato dominato dalla Mitsubishi Space Star, con il suo motore 1.0 aspirato da 74 cavalli. Un propulsore elementare nel senso migliore del termine: pochi componenti, nessuna elettronica superflua, una longevità che in molti casi supera abbondantemente i 200.000 chilometri senza interventi straordinari. I consumi nel ciclo misto con GPL si attestavano attorno ai 5,2 litri ogni 100 km, un dato che la rendeva — e la rende tuttora — una delle scelte più economiche per chi cerca il minimo costo chilometrico possibile.
Lancia Ypsilon GPL: la vecchia guardia italiana
Prima che il marchio Lancia virasse verso l’ibrido e l’elettrico, la Ypsilon GPL-benzina con motore 1.2 aspirato da 69 cavalli era una delle opzioni più diffuse in Italia. Con consumi nel misto di circa 6,1 litri con benzina e 7,4 litri con GPL, non era certo la più frugale in assoluto, ma il motore da 1.2 litri si è dimostrato nel tempo straordinariamente robusto, con un track record di affidabilità che la community di appassionati conosce bene.
Cosa valutare davvero quando si sceglie un’auto a GPL
I numeri di consumo dichiarati dal costruttore sono un punto di partenza, non un dato definitivo. Nella vita reale, l’uso prevalentemente urbano tende ad aumentare i consumi del 15-20% rispetto ai cicli standardizzati. Detto questo, alcune caratteristiche tecniche fanno davvero la differenza nella scelta:
- Impianto di serie vs. aftermarket: i sistemi GPL integrati direttamente dal costruttore garantiscono una calibrazione ottimale e copertura della garanzia, a differenza delle conversioni eseguite in seguito.
- Posizione del serbatoio: nei modelli con serbatoio toroidale nel vano ruota di scorta si perde il carrello di emergenza, mentre le soluzioni cilindriche nel bagagliaio riducono il volume utile.
- Motore turbo vs. aspirato: i turbo sono generalmente più efficienti ad alti carichi, ma richiedono una lubrificazione più attenta; gli aspirati sono spesso più longevi in condizioni di utilizzo intensivo urbano.
- Rete di assistenza dedicata: la disponibilità di officine preparate sulla specifica tecnologia GPL incide sui costi e sui tempi di manutenzione nel lungo periodo.
Il mercato delle auto a GPL nel 2025 offre una gamma più ampia e tecnicamente evoluta di quanto molti immaginino. Chi cerca un compromesso reale tra costo di gestione, affidabilità meccanica e impatto ambientale ridotto — senza affidarsi a infrastrutture di ricarica ancora incomplete — ha oggi più di una risposta concreta tra cui scegliere.
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