Ridere fa bene, questo lo sappiamo tutti. Ma perché il cervello umano trova certe cose divertenti? La scienza ha una risposta: secondo la teoria dell’incongruenza, ridiamo quando percepiamo uno scarto tra le nostre aspettative e ciò che accade realmente. In pratica, il nostro cervello si aspetta una cosa, ne riceve un’altra, e boom: risata. Non siamo soli in questo: anche i ratti, gli scimpanzé e i cani producono vocalizzazioni associate al gioco che i ricercatori considerano forme primitive di riso. La risata, insomma, è molto più antica di quanto pensiamo.
Nella storia, l’umorismo ha sempre rispecchiato i valori (e le ossessioni) della società. Gli Antichi Romani, per esempio, erano ghiotti di barzellette sui medici — ironia della sorte — ma anche di battute sui avari, sui vecchi e sulle professioni considerate poco nobili. Un certo Gaio Giulio Cesare, pare, fosse pure lui dotato di un certo sense of humor. Philippus, buffone di corte di Augusto, era celebre per le sue freddure taglienti. Insomma: l’ironia sul potere e sulle professioni ha radici profonde, e la barzelletta che stai per leggere ne è la prova vivente.
La Barzelletta del Medico e del Bagnino
Un signore va dal medico perché ha sempre la tosse. Il dottore lo visita, gli ascolta i polmoni e poi gli dice:
– Non è nulla di grave, è solo un piccolo disturbo…
– Davvero, dottore? Oh, meno male!
– Sì sì, non si preoccupi… è solo un piccolo disturbo che lei potrà risolvere definitivamente passando due settimane di vacanza al mare.
Al che il paziente lo guarda perplesso:
– Dottore, ma è sicuro?
– Certo che sono sicuro… Che domande mi fa! Lo sa, lei, che io faccio il medico da trent’anni?
– E lei lo sa che io sono quarant’anni che faccio il bagnino???
Perché Fa Ridere?
Eccola, l’incongruenza di cui parlava la scienza: il medico usa la propria esperienza trentennale come scudo di autorevolezza, salvo ritrovarsi disarmato di fronte a un paziente che, con quarant’anni di mare alle spalle, conosce quella “terapia” molto meglio di lui. Il colpo di scena finale ribalta completamente i ruoli: chi sembrava il profano diventa, di fatto, il vero esperto della situazione. Il meccanismo comico si basa sul rovesciamento dell’autorità — uno dei più antichi e collaudati nella storia dell’umorismo, da Plauto fino ai giorni nostri.
